Conosciuto come presepe napoletano o come ‘o presebbio, è una delle espressioni artistiche meglio note in tutto il mondo della bella Napoli. E’ sì pregno di simbologia cristiana, ma dobbiamo certo ricordare che è tradizione che venga allestito ogni Dicembre anche da quelle famiglie che sono poco osservanti o che addirittura si dichiarano laiche, a testimoniare il fatto che il Presebbio si riconnette in Napoli, alla religiosità si, ma soprattutto ad una antichissima tradizione. Il nome ha origine romano, ed è degradazione del termine latino praesepium che significava nello specifico mangiatoia. E inizialmente infatti la scena si svolgeva intorno ad una mangiatoia, accanto alla quale la sacra famiglia veniva rappresentata. La prima attestazione del caratteristico presepio partenopeo risale al 1025, e sappiamo che si atteneva semplicemente alla ricostruzione della famosissima scena della natività. Sarà nel seicento che ‘o presebbio si andrà implementando e arricchendo. Compariranno allora scene di vita reale; venditori di frutta o di carne intenti nel proprio lavorare, popolane, pastori, pecore. L’innovazione fu ben’accetta, tanto da influenzare la realtà italiana tutta. La costruzione del presepe prende avvio tradizionalmente l’otto di Dicembre e la creazione si deve concludere prima del 24 di Dicembre. Immancabile sarà una passeggiata presso San Gregorio Armeno, via tradizionalmente occupata da quegli eccellenti artigiani che dedicano la propria arte alla costruzione di quell’opera d’arte, ovunque riconosciuta, che è ‘o Presebbio.

Immagine di krisdecurtis

Claudia Zedda

Claudia Zedda